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:: Musicoterapia
La musicoterapia Sahaja a partire dalla musica indiana
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Questa sezione è basata sull’opera del Dr. Arun Shridhar Apte, autore del libro ‘Musica e Sahaja Yoga’ (Ritana Books, 1997) e sul libro “Autoguarigione con Sahaja Yoga. Il potere di curarti con la tua stessa energia” del Dr. José Suero Palancar e collaboratori (Ed. La Cultura della Madre, 2010)

Il Dr. Arun Shridhar Apte ha ricercato e sviluppato i trattamenti e gli esercizi di cui parleremo e che, dopo la Realizzazione di Shri Mataji Nirmala Devi, trasformano la musica classica indiana in un veicolo per conseguire l’equilibrio a un livello di coscienza molto elevato. Musico-terapeuta per il Consiglio delle Medicine Alternative dell’India, musicista e cantante professionista specializzato in ‘raga classici’ di musica indostanì, bhajan thumari e natya sangeet, dopo aver ricevuto da Shri Mataji la propria realizzazione, nel 1993, il Dr. Apte si dedicò agli insegnamenti di Sahaja Yoga, un’esperienza fondamentale per la sua carriera musicale. Questo gli consentì una comprensione solistica che gli aprì nuovi orizzonti nella ricerca nel settore della musica e della sua applicazione in diversi campi. Riconosciuto, a livello internazionale, come esperto di musicoterapia attraverso lo yoga spirituale, è autore del libro ‘Musica e Sahaja Yoga’ (Ritana Books, 1997). La sua terapia con la musica vocale indiana è il risultato di 10 anni di ricerche sugli effetti della musica indiana in combinazione con molteplici scienze. Non è semplicemente una terapia per disturbi fisici, mentali o emozionali, bensì qualcosa che eleva il partecipante ad una nuova dimensione spirituale.

La musica nel Cosmo nel pensiero indiano
Secondo la tradizione indiana, l’Universo fu creato dalla Madre Primordiale (Shri Adi Shakti) con il Potere dell’Om (A-U-M), che è la manifestazione dei tre Poteri Primordiali:

• A - Shri Mahakali: il Potere del desiderio e dell’esistenza.
• U - Shri Mahasaraswati: il Potere dell’azione, attenzione e creazione.
• M - Shri Mahalakshmi: il Potere dell’evoluzione e della consapevolezza.

Il suono cosmico AUM è la sintesi di tutti i suoni delle più alte forze vibratorie viventi e fluisce senza interruzione nell’etere. È la vibrazione combinata dei tre stati della Natura. È il principio della musica e, per questo, la musica è un linguaggio universale. È un raffinato linguaggio per dialogare con il Potere Supremo. La musica era stata destinata all’uomo; AUM stava nei cieli e raggiunse la Terra attraverso l’ispirazione dei grandi santi (rishi) e saggi (muni), facilitando la declamazione dei testi sacri. La musica è un’esperienza con una dimensione divina. È una trinità di forma che combina il ritmo (Laya) concesso da Shri Shiva, la vibrazione (Chaitanya) che proviene da Shri Adi Shakti e il suono (Naad) che nasce dall’Omkara; unisce inoltre tre forme di arte: la Vocale, la Strumentale e la Danza.


La veena, strumento tradizionale indiano
Evoluzione e struttura della musica indiana
Fu nella Valle dell’Indo che apparvero i primi strumenti e le prime notazioni (utilizzo di segni, simboli convenzionali per scrivere suoni) musicali. Il libro più antico scritto in India (intorno al 2000 a.C.) ci offre mantra cantati in onore degli dei, basati su una, due o tre note che, con il tempo, si trasformarono nella scala septatonica (7 note). Già nel 350 a.C. esisteva una scala formata dalle note SA, RE, GA, MA, PA, DHA, NI (le 7 Swaras, note: Sa - Shadaj, Re - Rishab, Ga - Gandhar, Ma - Madhyam, Pa -Pancham, Dha - Dhavaith, Ni - Nishad), che si è mantenuta fino ai nostri giorni. La musica in India è intimamente relazionata con l’aspetto emozionale della vita.
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La musica indiana nella terapia di Sahaja Yoga


Shri Saraswati, la Devi delle arti e della conoscenza
La terapia con musica spirituale indiana è un trattamento per attivare e riequilibrare il nostro corpo sottile, poiché produce effetti rinfrescanti, calmanti e/o stimolanti.
I trattamenti possono essere: intonare l’Omkar (il Suono Primordiale), i Bija Mantra (mantra brevi) in differenti note, i mantra dei cinque elementi, l’Atharvasheersha, gli stotram delle Upanishad (libri sacri indiani), i mantra di Sahaja Yoga e raga specifici.

Quando l’energia, o le vibrazioni della musica spirituale indiana coincidono o si accoppiano con l’energia, o le vibrazioni dei centri di energia, essi si attivano. Questa integrazione interiore crea un nuovo percorso naturale affinché la Kundalini possa salire, nutrendo così i centri di energia (chakra); in questo modo, gli organi che dipendono da loro iniziano a rigenerarsi. Tutto il corpo ricerve il flusso di questa energia e la persona raggiunge un equilibrio in tutti gli aspetti del suo essere (fisico, mentale, emozionale e spirituale).

Shri Mataji ci ha rivelato la corrispondenza delle dodici note musicali con la frequenza alla quale vibrano i nostri chakra. Ognuno di questi centri ha tre aspetti all’altezza dei tre canali principali.

Ogni chakra ha la propria nota musicale corrispondente, che lo fa vibrare più intensamente, mentre gli altri chakra ottengono vibrazioni, anche se in misura minore. Quando un chakra si blocca, la sua ostruzione colpisce anche gli altri chakra e, pertanto, per pulirlo, dobbiamo pulire anche tutti gli altri. Useremo le note allo stesso modo.
I mantra e i raga hanno anche un uso terapeutico. Colei che realizza il lavoro è la Kundalini, ma il suo potere risponde alla musica vocale o strumentale, aumentando il flusso di energia. Per di più, Shri Mataji ha identificato certi Raga che sono specialmente utili per guarire e rafforzare i chakra. Quando uno di questi è ostruito, cantare, interpretare o ascoltare questi raga specifici lo rinfresca, libera i blocchi e inizia il percorso di guarigione.
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Iniziamo a pronunciare i mantra: l'OM

L’OM (Omkar), il suono primordiale che corrisponde alla creazione dell’universo, è composto di tre elementi fondamentali: A, U, M.
A è l’energia potenziale del canale sinistro (l’energia del desiderio)
U è l’energia del canale destro (energia dell’azione)
M è l’energia del canale centrale (energia dell’evoluzione)

Possiamo usare questi suoni singolarmente o combinati insieme per riequilibrare i nostri canali energetici. Possiamo pronunciare questo mantra all’inizio della nostra meditazione per portare la pace e il silenzio dentro di noi; inoltre dire un mantra durante la meditazione ci aiuta anche a percepire meglio il flusso delle vibrazioni. È bene notare che un mantra non va pronunciato all’inifinito, ma poche volte e con pura attenzione: infatti questi suoni sono la fonetizzazione delle vibrazioni e nel momento in cui li pronunciamo, nel modo giusto e con la massima attenzione, hanno un effetto diretto sui nostri centri energetici.

Cominciamo con il praticare il primo mantra, ovvero l’OM. Ecco alcuni esercizi che potrete provare a vostro piacimento durante le vostre meditazioni. È bene cominciare ogni meditazione alzandovi la Kundalini. Chiudete gli occhi o teneteli aperti a seconda di come vi sentite meglio. Sedetevi comodi ma con la schiena dritta e senza cinture o altre parti troppo strette, in modo da essere liberi di respirare e pronunciare ogni suono nel miglior modo possibile.
Quando pronunciate la A, cercate di tenere la bocca ben aperta, in modo che venga fuori un suono chiaro. Ogni volta che pronunciate uno dei suoni proposti, fate un bel respiro e pronunciatelo per tutta la durata del vostro fiato.

Esercizio 1. Con questo esercizio lavorate i canali individualmente:

3 volte A. Pausa. (attenzione sul canale sinistro)
3 volte U. Pausa. (attenzione sul canale destro)
3 volte M. Pausa. (attenzione sul canale centrale)

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